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Una barricata appena distrutta. La stessa era stata eretta per fermare l'avanzata dell'estrazione di nichel
Il 29 giugno, le autorità hanno ordinato lo smantellamento della barricata eretta per fermare l'avanzata dell'estrazione di niche (© CALG)

Filippine: Sosteniamo la resistenza indigena contro l'estrazione di nichel a Palawan!

L'isola di Palawan, considerata l'ultima frontiera ecologica delle Filippine, soffre per l'estrazione del nichel che avanza calpestando i diritti dei popoli indigeni con la complicità delle istituzioni che dovrebbero proteggerli. Di recente, hanno abbattuto una barricata eretta per fermare l'attività mineraria. Unisci la tua firma!

Lettera

CA: Sindaco On. Cesareo Benedito Jr., Municipio di Brooke’s Point; Governatrice di Palawan On. Amy Roa Alvarez; PCSD Direttore Esecutivo Avv. Teodoro Jose S. Matta; Segretaria DENR Maria Antonia Yulo Loyzaga; Direttrice NCIP Jennifer Pia Sibug-Las e altri

“I popoli indigeni proteggono le foreste di Palawan da secoli. Brooke’s Point deve continuare a essere uno dei municipi più verdi e rigogliosi.”

Leggi tutta la lettera

A Sitio Linao, Barangay Ipilan, Brooke’s Point, le comunità di Palawan hanno osservato, costernate, mentre due escavatori della società mineraria Calmia Nickel Inc. (CNI) oltrepassavano il confine che da generazioni protegge il dominio ancestrale delle loro terre. Il 26 marzo, macchinari pesanti hanno violato un paesaggio in cui l'agricoltura di sussistenza svolge ancora un ruolo cruciale: foreste ricche di fauna selvatica, campi di riso e di manioca, dozzine di sorgenti d'acqua dolce che approvvigionano intere comunità. La società mineraria ha iniziato a livellare un terreno su cui, secondo quanto riportato, intende costruire i propri impianti.

La società mineraria è entrata nel nostro territorio ancestrale senza previa consultazione ai sensi di legge. Non ci rimane che erigere immediatamente una barricata popolare per impedire ulteriori intrusioni.

Panglima Celso Paida, leader comunitario

Per quasi tre mesi, le comunità indigene hanno sorvegliato la loro barricata 24 ore su 24. È diventata un simbolo vivente di resistenza: una rivendicazione collettiva dei diritti ancestrali e una difesa sociale dei bacini idrografici di Brooke’s Point, che approvvigionano le comunità e le famiglie di agricoltori e pescatori a valle.

Smantellamento brutale supportato dalle autorità

Il 29 giugno, diversi organismi, con il coordinamento e il sostegno della Commissione Nazionale sui Popoli Indigeni (NCIP), hanno smantellato questa enclave di autodeterminazione indigena.

La resistenza indigena continua

Nonostante tutto, la determinazione rimane intatta. La lotta degli indigeni Pala’wan per proteggere le foreste e i fiumi di Brooke’s Point continuerà finché le operazioni minerarie non si saranno ritirate e i domini ancestrali non saranno rispettati.

La distruzione della barricata non ci fermerà. Ci rende solo più forti per difendere la nostra foresta e il futuro delle prossime generazioni. Celso Paida

Unisci la tua firma alla petizione per sostenere Celso Paida e i popoli indigeni come i Pala'wan, che resistono all'avanzata dell'estrazione di nichel nell'isola filippina di Palawan. Grazie!

Infor­mazioni

L'ordine di smantellare la barricata si è basato su una risoluzione adottata da IPDO BICAMM, un'organizzazione la cui legittimità è ampiamente messa in discussione dai leader indigeni Pala’wan. In una vistosa dimostrazione di parzialità, il direttore provinciale della Commissione Nazionale sui Popoli Indigeni (NCIP), l'avvocato Jansen Jontilla, ha consegnato personalmente l'ordine di smantellamento. In quel momento indossava un casco da minatore — il che simboleggia chiaramente verso quale direzione si rivolge la lealtà della NCIP, considerata un tradimento dalle stesse comunità che l'agenzia ha il mandato legale di proteggere.

Leader illegittimi ricevono sostegno mentre ignorano i veri custodi

Il presidente dell'IPDO BICAMM, Julhadi Titte, è indicato dalle organizzazioni indigene come una figura che si cela dietro lo smantellamento. Egli avrebbe affermato che la barricata violava accordi precedenti e infrangeva i diritti dei popoli indigeni sanciti dalla Legge sui Diritti dei Popoli Indigeni (IPRA). Tuttavia, i leader Pala’wan respingono categoricamente questa versione. Uno di loro argomenta: «Titte non è un leader indigeno legittimo. Non appartiene alle tribù Pala’wan. IPDO BICAMM non rappresenta i veri custodi del dominio ancestrale nei sei “barangay». Tuttavia, la NCIP continua a dare risalto a questo tipo di figure, un modello che giova agli interessi minerari.

Un altro rispettato rappresentante Pala’wan afferma:

«IPDO BICAMM è stata creata dalla connivenza tra le società minerarie e la NCIP. I nostri leader legittimi si stanno riorganizzando attraverso organizzazioni di leader tradizionali, con il sostegno di gruppi di donne e di giovani che si oppongono all'attività mineraria».

Processo di consenso libero, previo e informato manipolato

Secondo i leader indigeni Pala’wan, il processo di consenso libero, previo e informato (FPIC) sarebbe stato manipolato da funzionari della NCIP. «La NCIP ha convalidato l'autorizzazione mineraria con una “maggioranza” di voti dubbi, anziché cercare un consenso genuino, proprio come richiede la legge».

Una difensora indigena afferma:

«Diverse persone consultate non sono effettivamente indigene. Collaborano con le società minerarie per ottenere benefici personali. Parlano a nostro nome senza il nostro consenso, e la NCIP dà loro più credibilità che a noi».

Accordi minerari basati su frodi e violazioni dei diritti

Alle consultazioni tenutesi hanno partecipato leader illegittimi, anziché i veri custodi riconosciuti dalle comunità locali.

I leader indigeni chiedono ora un'indagine su come si sia giunti a firmare un Memorandum d'Intesa e su come siano stati approvati i progetti minerari nonostante l'opposizione generale.

L'ex consigliere comunale di Brooke’s Point e leader indigeno Victor Colili si chiede:

«Perché la NCIP segue gli ordini di un gruppo che gestisce le royalty minerarie, anziché quelli della comunità indigena che vive sulle terre ancestrali che intende sfruttare?»

La vicesindaca di Brooke’s Point, Mary Jean Feliciano, aggiunge:

«La NCIP è stata creata per proteggere i popoli indigeni, non per danneggiarli. Quando le decisioni che riguardano i domini ancestrali ignorano le voci di chi protegge queste terre da molto tempo, la fiducia nell'istituzione crolla».

Violazioni rese legali, promesse infrante e minacce per un territorio protetto dall'UNESCO

MacroAsia/Calmia ha promesso nove programmi per i popoli indigeni nell'accordo firmato, ma nessuno è stato realizzato. La sua concessione mineraria si sovrappone al Paesaggio Protetto del Monte Mantalingahan (MMPL), un hotspot di biodiversità riconosciuto dall'UNESCO, che alimenta 33 fiumi e fornisce a 200.000 persone servizi ecosistemici per un valore di 5,5 miliardi di dollari statunitensi.

Il progetto non dispone nemmeno della licenza del Comune di Brooke’s Point e non se ne dovrebbe permettere lo sviluppo, poiché è in vigore una moratoria mineraria. Tuttavia, le autorità incaricate di far rispettare la legge continuano a ignorare tali infrazioni. Ciò riflette un modello abituale di gestione delle risorse nelle Filippine: corruzione, clientelismo e impunità, che minano lo status di Palawan come Riserva della Biosfera dell'UNESCO e compromettono una delle ultime foreste intatte del paese.

Una pericolosa svolta legislativa

Perfino la storica Legge sui Diritti dei Popoli Indigeni (IPRA) delle Filippine, una delle più solide in Asia, è ora minacciata. La corruzione la sta svuotando di contenuti.

Le attuali proposte legislative trasferirebbero le funzioni dell'IPRA da un'istituzione, la NCIP, a un'altra, il DENR, che è l'organismo il cui Ufficio delle Miniere e delle Geoscienze rilascia i permessi di sfruttamento minerario.

Se tali proposte venissero approvate, i diritti indigeni finirebbero sotto l'autorità di un organismo che ne favorirebbe l'erosione. E ciò segnerebbe la fine dell'IPRA.

Per sostenere gli indigeni Pala’wan di Sitio Linao, Barangay Ipilan, Brooke’s Point, firma oggi stesso la petizione.

Lettera

CA: Sindaco On. Cesareo Benedito Jr., Municipio di Brooke’s Point; Governatrice di Palawan On. Amy Roa Alvarez; PCSD Direttore Esecutivo Avv. Teodoro Jose S. Matta; Segretaria DENR Maria Antonia Yulo Loyzaga; Direttrice NCIP Jennifer Pia Sibug-Las e altri

Gentili Signore, Egregi Signori,

Ogni mese ci giungono nuovi e preoccupanti rapporti sull'avanzata delle operazioni minerarie a Palawan, Riserva della Biosfera e Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Come molte persone in tutto il mondo, siamo particolarmente preoccupati e allarmati dagli avvenimenti in corso nel municipio di Brooke’s Point.

Le concessioni minerarie di società come l'Ipilan Nickel Corporation (INC) e la Calmia-MacroAsia si sovrappongono a un'area di rilevanza ecologica sia nazionale sia internazionale: il Paesaggio Protetto del Monte Mantalingahan (MMPL). Un'ulteriore degradazione di queste zone comporterà danni irreversibili al futuro di Palawan.

Secondo i registri pubblici, almeno 218.854 alberi sono già stati oggetto di «permessi speciali per l’abbattimento ed estrazione di alberi con la relativa zolla di terra e radici» per le operazioni minerarie a Palawan. Questa cifra è impressionante non solo per gli alberi in sé, ma anche perché ogni permesso costituisce una minaccia per i bacini idrografici, la biodiversità, la stabilità del suolo e gli ecosistemi che sostengono la vita sull'isola.

Ci preoccupa profondamente apprendere che il municipio ha recentemente approvato il rinnovo del permesso alla società mineraria Ipilan Nickel Corporation (INC). Questa decisione autorizzerebbe l'abbattimento di circa 32.000 alberi nella foresta primaria. Speriamo sinceramente che possiate riconsiderare questa decisione, sostenuta da nove membri del consiglio comunale (Sangguniang Bayan), e che alla fine la revochiate nell'interesse di una buona gestione ambientale a lungo termine.

Siamo ugualmente preoccupati per la situazione a Sitio Linao, dove la barricata eretta dai residenti indigeni della regione, con l'obiettivo di fermare i macchinari pesanti della società Calmia, è stata smantellata il 29 giugno. Questa comunità indigena ha protetto e gestito in modo sostenibile la propria foresta e l'ambiente circostante per generazioni. Le loro rivendicazioni richiedono un'attenzione urgente e misure concrete. Le persone di Sitio Linao non sono le uniche a subire i danni causati dall'attività mineraria; i mezzi di sussistenza delle famiglie di agricoltori e pescatori di tutta Brooke’s Point ne risultano già compromessi, come si è già potuto verificare nel caso dell'abbattimento su vasta scala nel centro di Barangay Maasin. Non potete permettere che questo modello di distruzione prosegua.

Chiediamo rispettosamente al vostro ufficio di non approvare la licenza commerciale per la Calmia Nickel Inc. e di non consentire l'espansione delle operazioni esistenti — in particolare quelle di INC — e, nella migliore delle ipotesi, di sospenderle completamente. Sebbene la recente moratoria provinciale sulle nuove richieste minerarie sia un passo positivo, è scoraggiante constatare che diversi funzionari la stiano eludendo con grande facilità e impunità.

Vi assicuriamo che le organizzazioni internazionali della società civile stanno monitorando da vicino la situazione a Palawan e sono impegnate a sostenere gli sforzi per proteggere quella che da tempo è riconosciuta come l'«ultima frontiera ecologica delle Filippine».

In qualità di sindaco e autorità, avete il potere e la responsabilità di garantire che Brooke’s Point rimanga uno dei municipi più verdi e belli di Palawan. Ci auguriamo sinceramente che utilizziate il vostro mandato per salvaguardare e proteggere le foreste, così come i popoli indigeni lo hanno fatto per secoli. Solo così le generazioni future potranno ereditare un paesaggio intatto, pieno di vita e capace di sostenere la vita stessa.

Restando in attesa di un vostro sollecito riscontro in merito alle misure che intendete adottare.

Distinti saluti,

  1. Polizia Nazionale di Palawan (PNP), Dipartimento dell'Ambiente e delle Risorse Naturali (DENR), Ufficio delle Miniere e delle Geoscienze (MGB)

  2. E eseguita ai sensi del Memorandum NCIP con Ordine n. 1562026

  3. Unità amministrative

  4. L'Accordo di Condivisione della Produzione Mineraria (MPSA) di MacroAsia Mining Corp., attuato da Calmia Nickel Inc., ha presuntamente ricevuto il sostegno della comunità, il che ha portato la NCIP a rilasciare una «Certificazione di Condizione Previa» (CP).

  5. IPDO BICAMM

  6. Ai sensi dell'Ordinanza Provinciale n. 3646 che impone l'attuale moratoria mineraria per 50 anni.

Questa petizione è disponible in queste lingue: