40° anniversario di Salviamo la Foresta: organizzazioni brasiliane denunciano gli impatti della soia
Brasile: Nel lavoro con le organizzazioni partner in Brasile, soprattutto nello stato del Maranhão, Salviamo la Foresta sottolinea l’urgenza di denunciare le irrorazioni aeree di pesticidi vietati in Europa su comunità, persone, foreste e acque. Questa ingiustizia avviene nel contesto dell’espansione della monocoltura di soia destinata all’esportazione.
Salviamo la Foresta e le sue organizzazioni partner brasiliane hanno organizzato un viaggio di 11 giorni in Germania e Svizzera per denunciare una serie di violazioni dei diritti davanti a parlamentari, organizzazioni e all'opinione pubblica.
Le organizzazioni in visita hanno trasmesso un messaggio comune:
«Esiste un legame diretto tra il consumo di soia e di altre materie prime da parte dei paesi europei e il peggioramento della salute dei popoli e delle comunità tradizionali in Brasile, oltre alla distruzione delle acque e delle risorse dei nostri territori».
Della delegazione facevano parte la Rete di Agroecologia del Maranhão (Rama), la Commissione Pastorale della Terra del Maranhão (CPT-MA), il Movimento Quilombola del Maranhão (Moquibom), il Collettivo delle Donne Lavoratrici Rurali (CMTR) e la Campagna Nazionale in Difesa del Cerrado.
Gli incontri con organizzazioni della società civile e con parlamentari, le presentazioni pubbliche e le denunce presso enti ufficiali in Germania e in Svizzera sono stati concepiti come strategie di advocacy politica e legale. Queste attività completano il lavoro che le organizzazioni svolgono abitualmente, con il sostegno di Salviamo la Foresta, nei territori delle comunità tradizionali del Maranhão.
La delegazione ha iniziato le attività in Europa il 13 settembre 2026, all’evento «Voci della foresta», organizzato da Salviamo la Foresta/Rettet den Regenwald presso il centro culturale Spore di Berlino per festeggiare i 40 anni dell’organizzazione tedesca. I membri della delegazione brasiliana hanno presentato rapporti e dati sugli impatti dei pesticidi e sulla devastazione socioambientale nel Cerrado e nell’Amazzonia del Maranhão. Durante l’evento sono stati proiettati due cortometraggi sul tema e distribuiti due opuscoli con dati e fotografie. I video si possono vedere più in basso, mentre gli opuscoli si possono consultare qui e anche qui.
Nei giorni seguenti il gruppo ha partecipato a incontri al Parlamento tedesco. Qui ha incontrato la deputata Lisa Badum e lo staff dei deputati Karl Bär, Harald Ebner, Jan-Niclas Gesenhues, Marcel Bauer e Ina Latendorf, del partito dei Verdi e della Linke. La delegazione brasiliana ha presentato richieste concrete al governo tedesco e ha evidenziato la responsabilità della Germania sia per l’esportazione di pesticidi in Brasile, molti dei quali vietati o limitati nell’Unione Europea, sia per l’importazione di soia brasiliana. «Tra le nostre richieste c’è la sospensione immediata del Programma Alleanza per la Soia Sostenibile, che promuove l’espansione della soia nel Cerrado del Maranhão ed è finanziato dal Ministero tedesco per la cooperazione e lo sviluppo. Abbiamo chiesto anche di sospendere qualsiasi certificazione di “soia sostenibile” nella regione e di vietare l’esportazione dei pesticidi proibiti in Europa», ha spiegato Ariana Gomes, rappresentante di Rama.
A sostegno degli incontri la delegazione ha distribuito un documento di dieci pagine con dati sistematizzati. Il documento è consultabile e scaricabile qui.
A Berlino, la delegazione ha incontrato anche organizzazioni per i diritti umani e per l’ambiente che ricorrono al contenzioso strategico. Tra queste c’erano ClientEarth, che combatte la crisi climatica, e il Centro Europeo per i Diritti Costituzionali e Umani (ECCHR), che segue casi di violazioni dei diritti socioambientali.
Il Centro di Ricerca e Documentazione Cile-America Latina ha poi organizzato un incontro con organizzazioni che operano trasversalmente su diversi temi portati dalla delegazione brasiliana. Fondato nel 1974, il Centro è una delle realtà più antiche del movimento di solidarietà con l’America Latina. Promuove lo scambio politico e culturale tra organizzazioni progressiste tedesche e latinoamericane per difendere i diritti umani e contrastare la repressione e l'impunità.
Al centro dei colloqui c’erano la guerra chimica nel Maranhão, l’espansione della soia per l’esportazione e la responsabilità del governo tedesco nell’ecogenocidio del Cerrado del Maranhão. Si è parlato anche del doppio standard che nasce quando si esportano in Brasile pesticidi vietati in Europa. I partecipanti hanno infine discusso possibili forme di cooperazione e di azione congiunta tra le organizzazioni brasiliane e quelle tedesche, nonché tra le organizzazioni e i movimenti tedeschi, contro le violazioni socioambientali in corso.
Nella seconda parte del viaggio, la delegazione brasiliana si è trasferita a Ginevra, in Svizzera. Qui ha partecipato a incontri bilaterali con funzionari dell’ONU e a un evento parallelo alla 63ª sessione del Consiglio dei Diritti Umani, tenutosi al Palazzo delle Nazioni Unite. L’Istituto Brasiliano per i Diritti Umani (IBDH) ha organizzato l’evento, che ha previsto una tavola rotonda intitolata «Uso dei pesticidi e violazioni dei diritti umani in Brasile».
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