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Agricoltrici e agricoltori protestano in Galizia contro l’accordo UE–Mercosur
In Galizia hanno detto NO all’accordo di associazione UE–Mercosur (© Guadalupe Rodríguez/ Salva la Selva)

Allerta accordo UE–Mercosur: deforestazione autorizzata

13 gen 2026Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay: Il 9 gennaio 2026 il Consiglio Europeo ha autorizzato la firma dell’Accordo di Associazione UE–Mercosur, prevista per il 17 gennaio in Paraguay. Le tensioni di fronte all’imminente firma e ratifica dell’accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur riflettono un conflitto tra ambizioni commerciali istituzionali e resistenza sociale, alimentata da preoccupazioni ambientali e di sovranità alimentare.


Il futuro dell’accordo resta aperto: per entrare in vigore richiede il consenso del Parlamento Europeo e la ratifica di tutti gli Stati membri dell’UE.

La Commissione Europea difende il patto come un’“opportunità strategica” per la crescita economica e una “sostenibilità condivisa”, ma da Salva la Selva lo guardiamo con scetticismo. Organizzazioni come la Coordinazione Europea Via Campesina (ECVC) denunciano una concorrenza sleale per carne bovina, pollo, zucchero ed etanolo, con effetti negativi sui piccoli produttori. Dal 2024 hanno promosso proteste continue a Bruxelles e in Paesi come Francia, Spagna e Germania.

La Francia respinge l’accordo per ragioni ambientali e di tutela agricola, chiedendo il rispetto dell’Accordo di Parigi, clausole sanitarie e misure di salvaguardia. Paesi come Austria, Polonia, Irlanda e Ungheria si oppongono; l’Italia ha cambiato posizione di recente, così come la Spagna per motivi geopolitici.

«Dopo due decenni di negoziati opachi, la Commissione ignora gli avvertimenti delle ONG ambientaliste, delle organizzazioni per i diritti umani e del settore agricolo europeo, in un contesto di deregolamentazione ambientale interna che ci mantiene già in allerta», afferma Guadalupe Rodríguez di Salviamo la Foresta.

Agricoltrici e agricoltori galiziani protestano davanti alla delegazione del governo a A Coruña contro l’accordo di associazione UE–Mercosur
Salkviamo la Foresta ha accompagnato la protesta di agricoltrici e agricoltori galiziani davanti alla delegazione del governo a A Coruña, insieme a rappresentanti del Sindicato Labrego Galego, che fa parte dell’ECVC, e di altre organizzazioni (© Guadalupe Rodríguez/ Salva la Selva)

Alcuni punti chiave dell’Accordo di Associazione UE–Mercosur

  • Negoziati avviati nel 1999
  • Accordo politico a dicembre 2023; firmato a dicembre 2025
  • Crea la più grande zona di libero scambio: 740 milioni di persone (UE + Mercosur)
  • L’UE esporta beni e servizi verso il Mercosur per circa 111 miliardi di euro l’anno (2024)

 

 

Noi di Salviamo la Foresta restiamo in allerta: l’Accordo di Associazione UE–Mercosur non è irreversibile. La tua voce è ancora decisiva per fermare questa minaccia alle foreste e ai diritti umani. Resta vigile insieme a noi e ad altre organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani!

Preoccupazioni riguardo all’Accordo UE–Mercosur

  • Deforestazione ed espansione di pascoli e monocolture in Sud America.
  • Minaccia agli impegni climatici dell’UE e all’Accordo di Parigi e Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
  • Intensificazione dell’agricoltura industriale, con impatti su natura e modi di vita rurali.
  • Conflitti per la terra e violazioni dei diritti umani (incluso il lavoro forzato).
  • Uso di agrotossici come il glifosato (vietati nell’UE ma prodotti lì).
  • Abbassamento degli standard europei di qualità alimentare e minaccia al principio di precauzione.
  • Impatto sul benessere animale.
Deforestazione della foresta del Chaco nella provincia omonima, in Argentina
Deforestazione per l’espansione della monocoltura di soia in Argentina, Paese membro del Mercosur (© Asociación Argentina de Abogados Ambientalistas)

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